Per la Sinistra Triestina-Slovena più o meno radicale: “La biografia letteraria e politica di D’Annunzio rasenta il ridicolo ed espone il buon nome dell’Italia al ludibrio mondiale ma non è il questo il motivo principale della nostra contestazione: D’Aunnunzio era un aloglotto e totalmente estraneo alla città.”

Trieste, petizione contro statua a D’Annunzio: “Era razzista”

Una petizione su Change.org, che conta già un migliaio di iscritti, chiede a gran voce il blocco dell’installazione di una statua del Vate Gabriele D’Annunzio.

“D’Annunzio estraneo a Trieste”

“La biografia letteraria e politica di D’Annunzio rasenta il ridicolo ed espone il buon nome dell’Italia al ludibrio mondiale, ma non è il questo il motivo principale della nostra contestazione: D’Annunzio era un aloglotto e totalmente estraneo alla città”: questa è parte dello sconclusionato testo, presumibilmente scritto da Alessandro De Vecchi,promotore della petizione. Tanto per cominciare, prima di attaccare il Poeta guerriero, bisognerebbe quantomeno premurarsi di sapere l’italiano o verificare ciò che si scrive: la petizione, infatti, è intitolata: No al munumento (sic!) di D’Annunzio a Trieste. 

Complotti e razzismo

E’ chiaro che dietro questa folle opera di censura c’è un’impronta ideologica. Tanto per cominciare, in maniera piuttosto delirante, nel testo della petizione c’è un riferimento al fatto che la statua di D’Annunzio troverebbe la sua collocazione davanti alla Camera di Commercio di Trieste per omaggiare un presunto “camerata” che vivrebbe lì. Poi, ovviamente, si fa riferimento al fatto che statue di altri scrittori già presenti, come ad esempio Italo Svevo, sarebbero stati di origine ebraica (o, per usare le parole dello scrittore della petizione “israeliti”) e quindi mettere una statua di D’Annunzio sarebbe insultante per la loro memoria. Secondo questo atteggiamento antifascista (che non portò via con sé il raziocinio nemmeno degli italiani appena usciti dalla guerra ma che pare aver intaccato per sempre i nostri coevi) metà della toponomastica italiana andrebbe cambiata, perché il nome di D’Annunzio fa ormai parte delle nostre città, istituti e via dicendo.

Il centenario dell’impresa di Fiume

La scultura di D’Annunzio, pietra dello scandalo, rappresenterebbe il Vate seduto su una panchina, in borghese, che legge un libro. L’opera è dello scultore bergamasco Alessandro Verdi.

Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ha sostenuto che gli irredentisti come «Nazario Sauro e Cesare Battisti a cui abbiamo dedicato scuole e vie, si rigireranno nella tomba di fronte alla presenza di quella statua».

Ma, come fa correttamente notare Il Giornale, “Luigi, figlio del martire Battisti impiccato dagli austriaci, partecipò come legionario, al fianco di D’Annunzio, all’impresa di Fiume”

La mostra “Disobbedisco”

Quest’anno ricorre il centenario dell’impresa di Fiume che ha visto in Trieste un luogo centrale: a luglio, nella città giuliana, verrà dedicata la mostra Disobbedisco, curata da Giordano Bruno Guerri. La mostra ha visto un investimento di 290mila euro da parte della giunta comunale e, naturalmente, D’Annunzio sarà il personaggio centrale dell’esibizione. L’idea della statua è venuta allo stesso Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale “passeggiando in città con il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. Mi ha indicato quelle di Joyce e Svevo. Così è venuta fuori l’idea di una statua per D’Annunzio”.

L’unico triestino a prendere una posizione assennata sulla querelle della statua dedicata a D’Annunzio è lo scrittore, saggista, traduttore, accademico e senatore Claudio Magris: “In questo caso il problema non è la statua, ma avere un giudizio chiaro e onesto su D’Annunzio che, pur avendo scritto tantissime cose anche illeggibili, è autore di alcuni capolavori riconosciuti da tutti e destinati a restare come pochi” ha dichiarato al Piccolo. Secondo il Partito Democratico locale in persona di Giovanni Barbo, capogruppo nel comune triestino, sarebbe meglio una statua al pakistano Abdus Salam, premio Nobel per la fisica. Salam ha già il Centro internazionale di Miramare intitolato a suo nome nella città giuliana.

Tratto da: ilprimatonazionale.it

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