La nostra agricoltura è sempre stata il capro espiatorio di tutti gli accordi internazionali di liberalizzazione dei mercati che hanno aperto le frontiere a produzioni agricole di paesi dove il costo del lavoro è nullo come gli standard sanitari e di qualità.

Non solo, questi accordi, come le regole dell’Unione Europea, sono sempre stati nemici dell’etichettatura e della tracciabilità dei prodotti che almeno permetterebbero ai consumatori di orientare le proprie scelte in campo alimentare.

La grande distribuzione nel  frattempo che l’Europa decida ha esteso la pratica tedesca  dell’asta a doppio ribasso, e soprattutto mettendo di mira, ciò che non più essere serializzato all’infinito, i prodotti DOC, DOP….

Gli agricoltori erano abituati già alle non rare pratiche scorrete nelle varie borse merci dei grandi commercianti di grano e olio.

Il Montepulciano d’Abruzzo è il secondo, terzo vino più venduto nella grande distribuzione, quindi potenziale target di pratiche scorrette.

Occorre rendere autonome le filiere commerciali dei nostri prodotto di qualità, dalla Grande Distribuzione, anticipando il loro gioco/giogo, prima che sia troppo tardi.

Bisogna difendere la nostra agricoltura dal ricatto della concorrenza internazionale che gioca al ribasso dei prezzi a danno della qualità del prodotto.


Riproponiamo la denuncia di Pier Maria Saccani , direttore del  Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala CampanaDop.

Consorzio Mozzarella: “Stop alle aste on line a ribasso per le eccellenze italiane”

“Stop alle aste on line a doppio ribasso per i prodotti di qualità. Si tratta di una pratica messa in atto dalla Grande distribuzione che svilisce l’eccellenza dell’agroalimentare, soprattutto del Made in Italy”. Il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala CampanaDop si schiera al fianco di Coldiretti e Grana Padano, che hanno lanciato il grido di allarme. Il direttore dell’organismo di Tutela, Pier Maria Saccani , spiega: “Questo tipo di aste rappresentano una delle pratiche maggiormente svalorizzanti per i prodotti Dop e Igp, accanto alla massiccia presenza di prodotti civetta e al continuo ricorso a super offerte. Il percorso che dovrebbe invece coinvolgere la Gdo deve al contrario essere volto a valorizzare al massimo i nostri prodotti, proprio come valore aggiunto anche dei punti vendita”.

Saccani paventa un fosco scenario futuro: “Il rischio è di essere tutti trasformati in commodities con un appiattimento nella percezione del consumatore. L’ulteriore problematica è rappresentata dal livello qualitativo dei prodotti. Con una corsa sfrenata al ribasso ovviamente la qualità dei prodotti non potrà che diminuire con perdita di competitività sui mercati. E non dobbiamo dimenticare che l’Italia produce qualità, non quantità”.

Il Consorzio valuterà di proporre all’assemblea dei soci una rinuncia volontaria alla partecipazione alle aste della Gdo: “Le aste vanno bene per i quadri, non per il cibo – incalza Saccani – e noi intendiamo portare avanti, insieme agli altri Consorzi e alle organizzazioni di categoria, una battaglia che fa bene all’agroalimentare italiano. Confidiamo nel sostegno del ministro Centinaio, che sin dalle sue prime uscite pubbliche ha rimarcato il suo impegno nella difesa del Made in Italy. A lui chiederemo un incontro sul tema, attraverso le associazioni che rappresentano i nostri Consorzi. I tempi sono maturi – conclude il direttore – per una concreta valorizzazione, anche etica, in particolare del sistema Dop e Igp”.

Tratto da: http://www.pupia.tv/2018/08/canali/societa/consorzio-mozzarella-stop-alle-aste-on-line-a-ribasso-per-le-eccellenze-italiane/423077

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